"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […]."
Cari italiani, sono una professoressa di trentanni, mi sono laureata in matematica con indirizzo fisico, ho conseguito la specializzazione all'insegnamento in tre classi di concorso, cioè posso insegnare matematica e fisica sia nei licei che negli istituti tecnici. A fine agosto mi presento ogni anno alle convocazioni, si arriva in un istituto adibito alle ore 9:00, si trascorre un' intera giornata nell'aula magna con centinaia di colleghi e si aspetta trepidanti il proprio turno. Se mi guardo intorno mi rendo conto di essere tra le più giovani, la metà della gente ha più di quarant anni, moltissime sono le mamme con i bambini, c'è chi allatta e chi inventa dei giochini per intrattenerli. Tutti fanno amicizia con tutti, e ci si racconta l'anno scolastico appena trascorso. Ma verso il pomeriggio la gente è sfinita dall'attesa. Qulcuna più ansiosa, compresa me, va in giro a chiedere ai colleghi che sono più in alto nella graduatoria cosa scieglieranno, in modo da riuscire a capire se avanzerà un posto di lavoro per se. L' attesa è estenuante, lavorare o non lavorare fa la sua bella differenza: c'è chi deve pagare l' affitto, chi il mutuo, chi ha figli da mantenere... Spesso però non si finisce entro la sera stessa, ma bisogna tornaci il giorno dopo. L' anno scorso ho passato quasi due giorni interi alle convocazioni senza poi ottenere nulla. Quest' anno sono stata fortunata, alle 19 circa è arrivato il mio turno...quest'anno si lavora!!
Riporto una lettera davvero interessante che ho letto sul quotidiano la Repubblica, la dedico a tutti coloro che, nella loro immensa ignoranza, danno giudizi inappropiati sulla scuola e sui professori.
"Caro Augias, ho 44 anni, insegno greco, latino, italiano, storia e geografia presso un liceo classico di Firenze e sono madre di una bambina di terza elementare.Di fronte alle uscite dei ministri a proposito della scuola, non so se essere più in apprensione come insegnante o come genitore. Stamani, essendo da qualche giorno raffreddata, sono uscita di casa afona, ma ho preferito comunque andare a scuola. I ragazzi di una classe hanno svolto un compito di latino, gli altri, rispettosissimi, hanno studiato per quello di italiano programmato per domani. Passavo tra i banchi e rispondevo, bisbigliando, a singoli quesiti. Dopo quattro ore sono rientrata a casa, dove mi aspetta il lavoro di preparazione delle lezioni di domani e la correzione dei compiti. Ho 29 alunni in una quarta ginnasio, 27 in una quinta, ogni mese devo correggere 141 compiti: con una media di 10 minuti a compito (sono veloce!) arrivo a 1410 minuti, ovvero quasi 24 ore di lavoro sei giorni alla settimana. Ho una laurea con lode, una specializzazione triennale con lode e sto per concludere la tesi di dottorato, mi tengo al corrente delle novità, per poter trasmettere conoscenze aggiornate. Tutto a spese mie e per un ammontare di ore talvolta superiore, a quello delle lezioni. Tornata a casa, leggo del ministro Brunetta: gli insegnati sono troppo pagati per un lavoro part-time. Poichè credo nell'importanza del mio lavoro per la nostra società provo un senso di impotenza che mi chiude lo stomaco; rinuncio al pranzo. Poi, capisco: si tratta di un astuto e benevolo piano per consentirci -saltando i pasti- di arrivare con meno difficoltà a fine mese, curando per giunta anche la linea! Grazie ministro!"

<<"L'ultima volta che siamo andate a fare il bagno mi sono dimenticata di ringraziere il mare."
"Non mi dire! Sai che lo faccio sempre anch'io? Alla fine dell'estate, quando esco dall'acqua per l'ultima volta"
Quando faccio l'ultimo bagno della stagione, vorrei che non finisse più, e restare in acqua per sempre. Ma quando il sole comincia a tramontare, non mi resta che uscire. Per una qualche ragione l'acqua tiepida mi si attacca alla pelle, come se non volesse lasciarmi. E ho l'impressione che una parte del mio corpo e della mia anima si sia sciolta fra le onde. Anche se con grande tristezza, mi rassegno all'idea solo quando sono già quasi fuori del tutto e l'acqua mi arriva alle caviglie.>>
banana yoshimoto il coperchio del mare
Ecco finalmente arrivato il tanto atteso licenziamento estivo!! e io ho finalmente tempo di rimettere mano al blog, troppo a lungo trascurato...e in effetti sono un pò in crisi...non sono più abituta a scrivere e per un attimo ho anche pensato di abbandonarlo...Ma eccomi qui!! A innegiare al cazzeggio estivo!! Dicevo...come ogni estate sono stata licenziata...sono disperata?? NOOOOO!!!! FINALMENTE PROFUMO DI LIBERTAAAA!!! basta con le sveglie alle 6.40, la paura di perdere il tram, di fare tardi, finire di lavorare alle 20, cenare e sprofondare fra le coperte!! Cinema? no...non ce la faccio!
Si va a ballare? no...domani devo svegliarmi presto!
Un filmino a casa? ...mi addormento su divano durante il primo tempo!! 
Ora rinizia la vita!!! mi sveglio alle 11, coccole con la gatta, colazione con calma e penso...che faccio?? giro in città o preparo un super pranzetto appetitoso? sonnellino dopo pranzo, inizio un nuovo libro (a proposito, fiondatevi su "Chie-chan e io" di Banana Yoshimoto, delizioso), guardo tutta la serie di Nana e Paradise Kiss scaricati qualche mese fa, vado a fare hidrobike in piscina, aperitivo e dopo cinema all'aperto? ma siiiiiiiiiiii...tanto domani la sveglia non strilla!!!! 
Ieri arrivo in piscina, all'ingresso vedo due bimbine che mi salutano sorridenti...chi sono?? due mie studentesse!! UH! che surprice!! -Che ci fare qui? -Siamo venute a nuotare un po!! ...dunque...penso...ora mi vedranno in costume e con il mega cinturone galleggiante...mmh...che bello.... Si entra nello spogliatoio, mi cambio in fretta, mi imbraco e mi tuffo...inzia la lezione di acquagim...cioè inizio a rendermi ridicola davanti alle due signorine che mi scrutano sorridenti...sob...ovviamente sbaglio tutti gli esercizi collezionando una serie di "NOOO!!" sbraitanti dell insegnante nonchè un conseguente numero di figure di cacchina!! Finita la lezione arriva il momento doccia, vado nell ultima doccia libera...e chi ti trovo alla doccia di fronte?? Loro due!! (le doccie sono aperte ovviamente) (=_=) Dilemma terribile...doccia col costume o trovo il coraggio di toglierlo?? ...intanto prendo tempo lavandomi la capoccia...e poi decido! indovinate per cosa?? (^_^)
Questa donna, secondo me, è un inno alla bellezza, perfettamente in equilibrio tra una disarmante ingenuità e una sensualità sfacciata, quasi commovente...Oui, j'aime votre bouche!!
Tornata nella mia, poco amata,
città natale non posso far altro che tessere le lodi della mia vacanza in Salento. Un pensiero va a quel mare così azzurro e limpido nel quale sguazzo senza tregua finchè non mi diventano le dita tutte ricce, alla pineta e al canto continuo delle cicale, alle stradine bianche e vivaci di Otranto che diventa ogni anno più bella, alle gonne lunghe e svolazzanti delle ragazze che ballano la taranta, ai buffissimi gechi appolaiati sui muri a godersi l'estate, alla succulenta puccia e all'indigeribile pasticciotto. Aspetterò un altro inverno per ritrovarti più incantevole e accogliente che mai, terra salentina. Ti adoro.
...dedicata a chi pensa che l'amore è una prigione...
"Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro. "
da "Il profeta" di Gibran.
Concerto di Allevi a Poggibonsi. Lui arriva sul palco saltellando, nascosto da una montagna di capelli riccioli. Si avvicina al piano e saluta il pubblico, la sua voce mi stupisce, parla pianissimo, come se non volesse svegliare un bambino che dorme. Introduce i brani che eseguirà, mi sembra molto imbarazzato, impacciato, a disagio con tutta quella gente davanti. Mentre ci parla da dei piccoli colpetti al piano con la mano sinistra, tipo pacchette sulla spalla di un amico, come se gli volesse dire "Stammi vicino!!". Poi si accomoda, accarezza i tasti e inizia a suonare...ora non è più a disagio e le sue dita si muovono veloci regalandoci un'ora davvero emozionante... Alla fine, ci concede un paio di richiestissimi bis, bacia teneramente i tasti con una mano e scappa via, dietro il palco, come un bambino tra le braccia della mamma.